Il diavolo è donna…e veste Prada

Un caloroso “Bentornate!” a tutte quelle che come me, da lunedì sono già tornate in carreggiata e oggi che è giovedì sono già distrutte.
Unisci la tristezza per la fine delle vacanze allo shock dovuto al passaggio dall’estremo relax al frenetismo quotidiano, condisci tutto con le valigie da svuotare e i vestiti da lavare…e otterrai una donna stremata.
Sarà per questo stato d’animo, in cui mi trascino da un paio di giorni, che stamattina un gesto fuori dal comune, di una cavalleria di altri tempi mi ha ridato un pò di buonumore e mi ha regalato un sorriso.
Una colazione al bar offerta dall’uomo del mistero, così galante come gesto da farmi fermare un attimo a riflettere. Perchè un pensiero così semplice ci sembra fuori dal comune? Mah! :-)
Ma tornando a noi, nelle mie due settimane di vacanze (passate splendidamente sulle coste della Corsica) mi sono data alla lettura spassionata di riviste frivole, dalle quali però ho saputo trarre spunti interessanti.
Tra i tanti ho letto di un film che uscirà domani 28 Agosto 2009 (in USA): The September Issue (“Il numero di Settembre” letteralmente) di R. J. Cutler.


Si può dire che si tratti di una specie di rifacimento de “Il Diavolo Veste Prada” solo perchè la protagonista è la vera Anna Wintour, la “diabolica” (appunto) direttrice di Vogue America, a cui si sono ispirati per fare interpretare Amanda Presley alla grandiosa Meryl Streep.
Il film in realtà è più un film/documentario perchè è il frutto di nove mesi di riprese nella redazione di Vogue America, condensati in 88 minuti. Le prime indiscrezioni trapelate parlano di una Anna Wintour ancora più terribile rispetto a come era stata dipinta nel film precedente, comunque ispirato a lei.
Stilisti strapazzati, foto da 500 mila dollari cestinate senza motivo, modelle bellissime ritoccate, divieti allo staff di indossare scarpe basse e di mangiare… in certi casi è proprio vero: la realtà supera la fantasia.
Ma che sia proprio questa la chiave del suo successo? In un ambiente corrotto e senza morale come quello della moda (ma non solo) chi l’ha dura la vince? Evidentemente si.
Ma resta aperto un ultimo interrogativo: come mai la stessa Anna Wintour ha acconsentito a farsi filamre?
Forse per mostrare a tutti (tutte) le aspiranti eredi al trono di che pasta bisogna essere fatte per dirigere la più famosa rivista di moda al mondo.
Guarderemo il film appena esce in Italia e trarremo le nostre conclusioni: forse esiste una via di mezzo tra il farsi mettere i piedi in testa e l’essere una belva sbrana-stilisti? Per noi donne forse no.


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