Quote rosa e carta europea per le parità uomo/donna: emancipazione o discriminazione?

Grandi novità per l’emancipazione femminile in questi giorni, o almeno così pare.

Quote rosa in Campania (che permettono ai cittadini di esprimere la preferenza di due candidati, durante le consultazioni regionali, a patto che uno dei due sia donna) e “La carta europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale” (elaborata e promossa dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa e dai suoi partners) sono solo gli ultimi due esempi di azioni sociali che mirano a promuovere un’immagine della donna sottomessa e bisognosa di tutela.

Non sembra anche a voi che più si sente il bisogno di emanare queste normative e di stilare questi documenti, più si discrimano le donne? Perchè dovremmo avere bisogno di una carta che definisce i nostri diritti? Mi pare ovvio che i nostri diritti sociali e lavorativi siano esattamente uguali a quelli degli uomini o così dovrebbe essere.

La donna oggi lavora molto di più dell’uomo (considerando l’impiego + il lavoro domestico) quindi ora come ora sarei interessata a vedere promulgata una carta che sollevi la donna da alcuni compiti. SI quindi alla parità, ma quella che mette il ferro da stiro e l’aspirapolvere in mano agli uomini e regala più tempo alle donne da dedicare a loro stesse!


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