Uomini che temono le donne: ecco la nostra Italia!
Ieri leggevo sul sito di Repubblica.it l’articolo “Nasciamo Pari e diventiamo Dispare. Un Comitato contro la discriminazione delle donne” che annunciava l’istituzione di un’Authority contro le discriminazioni di genere.
Il “Comitato Pari o Dispare” è stato fondato il 19 Dicembre 2009 da Emma Bonino e dall’economista Fiorella Kostorios, perchè nonostante una direttiva europea lo raccomandasse, non è mai stata creata un’authority che si occupasse di verificare l’aumento dell’occupazione femminile.
Da oggi se ne occuperà questo comitato che ha intenzione di agire senza mezzi termini, spronando aziende e enti pubblici a dare risposte concrete sul perchè il tasso di occupazione femminile, soprattutto per incarichi di prestigio, sia così basso.
E quando dico basso, intendo veramente basso! I dati riportati sono incredibili e inaccettabili: stiamo parlando di un tasso di occupazione femminile pari al 27%, il più basso dell’Unione Europea, con la sola eccezione di Malta.
Per farvi un’idea di come girano le cose negli altri paesi Europei, vi dico solo che il Portogallo raggiunge un tasso pari al 60% e solo due settimane fa l’Economist annunciava entusiasta: “We did it!” perchè il tasso di occupazione femminile del Paese aveva finalmente superato la metà.
Sembra proprio che l’istituzione del “Comitato pari o dispare” non potesse attendere ancora: come possiamo pretendere che l’Italia si riprenda dalla crisi economica e si metta alla pari degli altri Paesi dell’Unione Europea, se la mentalità vigente non crede che una donna sia adatta a ricoprire posizioni autorevoli e di potere?
Non credete sia così drammatica la situazione? In tutta Italia esitono solo 2 donne rettrici di università e solo 2 donne direttrici di un quotidiano, mentre nessuna donna è amministratore delegato o presidente di una banca.
India, Israele, Cile, Giordania hanno molto da insegnarci a questo proposito. Incentivi, punizioni, critiche, pressioni morali e psicologiche saranno le armi utilizzate dal “Comitato Pari e Dispare” affinchè la situazione cambi: è inaccettabile che nel 2010 esistano ancora società di vedute talmente ristrette e all’antica da credere che una donna valga meno di un uomo.
Informazioni articolo
- Data:
- 12 gennaio 2010
- Categoria:
- Donne e carriera
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