Mad Men: le origini del Marketing e della pubblicità

Ieri sera ho cominciato a guardare la serie tv Mad Men dopo averne sentito tanto parlare. La serie è ambientata nella New York degli anni Sessanta e come viene spiegato all’inizio della prima puntata, MAD MEN è come venivano chiamati i creativi di Madison Avenue a New York, il centro nevralgico della pubblicità dell’epoca.

La serie è particolare ma a mio avviso molto interessante (a mio avviso, perchè mio marito per esempio l’ha trovata un po’ noiosa): particolare perchè essendo ambientata negli anni Sessanta, non imita solo gli usi e i costumi di quell’epoca, ma anche lo stile, quindi il racconto non è dinamico e frenetico come le serie tv più attuali, ma lento. Questa lentezza però va tutta a vantaggio del dialogo: brillante, divertene e arguto.

In generale Mad Men mostra le basi del Marketing come lo consociamo oggi, con la nascita delle prime agenzie pubblicitarie, le prime tecniche di vendita e le prime tecniche di vendita sovvertite. Nella punta che ho visto ieri si affrontava il tema del fumo: tutte le aziende produttrici di sigarette erano in crisi perchè alcune riviste iniziavano a pubblicare notizie e ricerche sui danni del fumo.

Il povero Copywriter (che è anche il protagonista), ovvero in un’agenzia pubbliciaria l’addetto a trovare il messaggio che venda meglio quel prodotto, si trovava veramente alle strette. Fino a quel momento le sigarette venivano vendute con l’espediente che fossero buone e facessero bene. Tra il malcontento generale dei produttori di tabacco, Mad Men ha il dono di saper mette bene in luce il momento creativo della nascita dell’idea, dell’accensione della lampadina.

Seguiamo il ragionamento del protagonista (giusto per farvi capire quanto sia sottilmente geniale questo programma): se tutti sanno che il tabacco fa male e quindi nessuno può parlarne come di una cosa salutare, bisogna essere i primi a parlare del tabacco in un altro modo. Da qui l’idea del nuovo slogan: il nostro tabacco è tostato. (Sottinteso: il tabacco degli altri fa male, il nostro invece è tostato).

Credo che questa serie nasconda dei risvolti ancora più interessanti che non ho ancora scoperto ma che non vedo l’ora di approfondire. Divano aspettami: sto arrivando!


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